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title: "Overclock ottimizzato Raspberry PI 3 Model B"
description: "Overclock del Raspberry Pi 3 a 1300 MHz per Kodi e RetroPie, configurazione corrente 2026 e perché oggi un Pi 5 senza overclock supera un Pi 3 spinto al massimo."
canonical: "https://www.mauriziofonte.it/blog/post/overclock-ottimizzato-raspberry-3.html"
author: "Maurizio Fonte"
date: "2018-03-25T11:41:39+02:00"
modified: "2026-04-27T13:26:29+02:00"
section: "Hardware & Homelab"
tags: ["Hardware & Homelab"]
license: "Riuso e citazione consentiti con attribuzione e link alla fonte"
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[Hardware & Homelab](https://www.mauriziofonte.it/blog/cat/raspberry_pi.html)

# [Overclock ottimizzato Raspberry PI 3 Model B](https://www.mauriziofonte.it/blog/post/overclock-ottimizzato-raspberry-3.html)

Domenica 25 Marzo 2018, alle 11:41 ![Overclock ottimizzato Raspberry PI 3 Model B](https://www.mauriziofonte.it/image/000530200-overclock-ottimizzato-raspberry-3.jpg)

> Stai ancora usando un Raspberry Pi 3 nel 2026? Se sì, è il momento di chiedersi se conviene ancora raffreddarlo o se è meglio fare il salto generazionale al Pi 5. Ne parlo in maniera estensiva su [Perché passare a Raspberry Pi 5: guida all'upgrade da Pi 3 e Pi 4](https://www.mauriziofonte.it/blog/post/perche-passare-raspberry-pi-5-upgrade-da-pi-3-pi-4.html), che include tabelle comparative dettagliate, benchmark applicativi reali, e i bundle attualmente disponibili in commercio. Se invece hai già un Pi 3 e vuoi raffreddarlo, la guida tecnica che segue resta valida per estrarre il massimo dall'hardware esistente.

L'overclock del Raspberry Pi 3 è un esercizio interessante che ho documentato anni fa per chi vuole estrarre il massimo dal proprio hardware esistente. Nel 2026 la domanda preliminare però è cambiata, e merita di essere posta esplicitamente prima di cominciare: vale la pena spingere un Pi 3 al limite, o conviene fare il salto generazionale al Pi 5 che fa di base quello che il Pi 3 overcloccato fa a fatica?

## Overcloccare un Pi 3 ha ancora senso nel 2026, o conviene un Pi 5?

Risposta secca: se non hai già un Pi 3 e devi acquistare hardware nuovo, prendi un Pi 5. Il delta prestazionale tra un Pi 3 Model B stock (1,2 GHz, Cortex-A53, VideoCore IV) e un Pi 5 (2,4 GHz, Cortex-A76, VideoCore VII) è di **5-6 volte sulla CPU** e **2,8 volte sulla GPU**, misurato su benchmark applicativi reali (compilazione codice, decoding video, emulazione, container Docker). Un Pi 5 senza alcuna modifica supera nettamente un Pi 3 spinto a 1,45 GHz con dissipazione attiva ottimale, e lo fa con consumi leggermente superiori ma con un costo per unità di prestazione significativamente più favorevole. La differenza di prezzo fra i due, sui listini correnti italiani, è di poche decine di euro: non è una scelta che si gioca sul costo, è una scelta che si gioca sul valore.

I bundle attualmente più sensati nel 2026 sono il [Raspberry Pi 5 8GB con Active Cooler ufficiale, case, alimentatore 27W e cavi dual 4K Micro HDMI](https://amzn.to/4cPfj94) per chi vuole tutto pronto in un'unica scatola, oppure il [bundle Pi 5 4GB con Case, Alimentatore 27W e Active Cooler](https://amzn.to/3OFw2Uv) se 4GB di RAM ti bastano (che per Kodi 4K, RetroPie esteso, server domestico tipico, è abbondante). Per chi vuole solo la board ed è autonomo sugli accessori, [Pi 5 4GB board-only](https://amzn.to/3R1TWKq) o [Pi 5 16GB board-only](https://amzn.to/4cycsmd) sono le opzioni asciutte.

Una regola che applico sempre nei setup Pi che gestisco è: la MicroSD non è un dettaglio secondario, è la singola scelta più importante per la longevità del sistema. Le MicroSD economiche da supermercato si "friggono" entro pochi mesi su Pi sempre acceso (scritture continue di log, journal del filesystem, metadati applicativi). Nei miei progetti uso esclusivamente [SanDisk Extreme PRO 64GB](https://amzn.to/41TFrL9) o [Samsung PRO Plus 128GB](https://amzn.to/4u4au2S), entrambe A2-rated con TBW dichiarato decisamente superiore alla media. Costano il doppio di una scheda generica e durano cinque-sei volte di più. Il calcolo economico è netto a favore della qualità.

Se invece il tuo obiettivo è capire fino a che punto un Pi 5 stock supera un Pi 3 spinto al massimo, e quale modello del Pi 5 prendere per ogni caso d'uso (4 GB, 8 GB o 16 GB), [in una guida dedicata ho raccolto tabelle comparative dettagliate, benchmark applicativi reali e i bundle attualmente disponibili](https://www.mauriziofonte.it/blog/post/perche-passare-raspberry-pi-5-upgrade-da-pi-3-pi-4.html). È la lettura che consiglio prima di decidere se overcloccare l'hardware esistente o fare il salto generazionale.

### E il Pi 4? Vale la pena nel 2026?

Quasi mai. Il delta di prezzo fra Pi 4 e Pi 5 sui listini correnti è di poche decine di euro, e questa differenza non giustifica un upgrade verso una piattaforma di una generazione precedente. Se hai vincoli specifici che richiedono un Pi 4 (compatibilità HAT, consumo minimo per applicazioni a batteria, budget rigidamente sotto soglia), le opzioni sono [Pi 4 8GB Modello B board-only](https://amzn.to/4eMoV77), [Pi 4 4GB board-only](https://amzn.to/41ZSryR), [Pi 4 2GB board-only](https://amzn.to/42ssFU2) (sconsigliata per qualunque uso non triviale), oppure il [bundle Pi 4 8GB con Case, Alimentatore 15W, dissipatori passivi e cavo Micro HDMI 4K](https://amzn.to/42xHCEi). Per chiunque non abbia uno di questi vincoli specifici, il Pi 5 è strutturalmente la scelta migliore.

### Cosa cambia davvero in pratica fra Pi 3 e Pi 5?

Il quadro applicativo è netto e merita di essere conosciuto perché chiarisce dove l'upgrade si paga in giornate di lavoro risparmiato.

**Kodi e media center**: il Pi 3 si ferma a 1080p hardware-decoded. Il Pi 5 supporta dual 4Kp60 con HEVC hardware-accelerated, e dropping del vecchio H.264 IP block del Pi 3/4 lo rende capace di decodificare H.264 4K (cosa che il Pi 3 e Pi 4 non possono fare). Per chi monta media center che devono leggere ripping moderni di Blu-ray UHD, è la differenza fra "non funziona" e "funziona out of the box".

**RetroPie ed emulazione**: il Pi 3 copre fino a N64 e PSX in modo decente, con difficoltà su Dreamcast e PSP. Il Pi 5 fa partire fluide PSP, GameCube, Nintendo DS, e supporta enhancement 1080p anche sui sistemi più vecchi. RetroPie ufficiale richiede compilazione manuale sul Pi 5 (~2 ore), ma le alternative Recalbox e Batocera hanno immagini precompilate per il Pi 5 e funzionano out of the box.

**Server domestico LAMP/PHP**: il Pi 3 ha 1 GB di RAM e Ethernet via USB 2.0 (massimo ~300 Mbps reali). Il Pi 5 con 4-8-16 GB e Gigabit Ethernet vera (~941 Mbps reali) cambia categoria di workload servibile. Il Pi 5 supporta NVMe via PCIe 3.0, che porta lo storage a 1500-3000 MB/s rispetto ai 30-50 MB/s di una MicroSD su Pi 3.

**Container Docker e self-hosting**: il Pi 5 con 8 o 16 GB regge senza fatica una decina di container di servizi domestici (Pi-hole, Home Assistant, Jellyfin, Nextcloud light, Vaultwarden, Grafana). Il Pi 3 si arrende già a tre container concorrenti per limiti di RAM.

**AI/ML inference locale**: il Pi 5 fa girare modelli leggeri (TensorFlow Lite, ONNX Runtime con piccoli LLM ottimizzati). Il Pi 3 è semplicemente fuori dal gioco.

### Quando ha ancora senso un Pi 3 nel 2026?

Tre scenari precisi in cui il Pi 3B+ resta sensato. Primo: hai già il Pi 3 in casa e vuoi farlo funzionare bene per quello che può fare (Kodi 1080p, retro gaming fino a PSX, sensoristica IoT semplice, monitoring leggero). Secondo: stai costruendo un'installazione embedded long-term dove il consumo energetico ridotto del Pi 3B+ (~3-4W idle, ~7W sotto carico) fa la differenza in scenari batteria o solar-powered, e la Foundation ha confermato produzione del Pi 3B+ fino al 2030. Terzo: il caso d'uso ricade strettamente nel perimetro di capability del Pi 3 e l'extra-headroom del Pi 5 è semplicemente non utilizzato (digital signage 1080p, totem informativo statico, dashboard di monitoring su monitor industriale).

Per tutti gli altri casi, il Pi 5 è la scelta razionale. E se sei nel terzo scenario, vale comunque la pena considerare che il Pi 5 ha un margine futuro che il Pi 3 non ha più: tra cinque anni il Pi 5 sarà ancora capace, il Pi 3 sarà ai limiti del supporto software.

> **Nota di sicurezza per chi prosegue con l'overclock del Pi 3**: l'overclock non è ufficialmente supportato come configurazione raccomandata. Procedete a vostro rischio. Senza raffreddamento adeguato il SoC andrà in throttling termico ben prima di raggiungere le frequenze impostate, e con voltaggi sbagliati potete danneggiare il dispositivo in modo irreparabile.

## Cos'era il Raspberry Pi 3 Model B nel 2016 e perché ha senso ancora?

Il Raspberry Pi 3 Model B è stato presentato nel febbraio 2016 dalla Raspberry Pi Foundation. Rispetto al predecessore Pi 2, il salto era sostanziale: il SoC Broadcom BCM2837 portava un Cortex-A53 quad-core a 64 bit con frequenza di default a **1,2 GHz**, una GPU VideoCore IV, 1 GB di RAM LPDDR2, e per la prima volta nella storia del progetto Wi-Fi e Bluetooth integrati on-board. La performance computazionale era dichiarata dalla Foundation come dieci volte superiore al Pi originale del 2012 e circa il 50-60% in più rispetto al Pi 2 in modalità 32-bit.

La frequenza di default a 1,2 GHz non era il limite tecnico del silicio. Era il limite garantito che la Foundation poteva certificare per ogni chip prodotto, considerando la cosiddetta "silicon lottery": le variazioni naturali nel processo di fabbricazione fanno sì che alcuni esemplari girino in modo perfettamente stabile a frequenze ben superiori, altri facciano fatica anche solo a sostenere il default sotto carico. La frequenza marketata è quella che ogni singolo chip può sostenere senza problemi, sotto qualunque combinazione di temperatura ambiente e carico. Il margine sopra il default è territorio dell'utente, e questo è precisamente lo spazio dell'overclock.

## Come si overclocca correttamente un Pi 3 Model B nel 2026?

L'overclock del Raspberry Pi avviene sempre tramite il file `/boot/config.txt` (su Raspberry Pi OS Bookworm il path è `/boot/firmware/config.txt`), che la VideoCore legge prima del kernel Linux durante il boot. La [documentazione ufficiale di config.txt sul sito Raspberry Pi](https://www.raspberrypi.com/documentation/computers/config_txt.html) è ancora la reference autoritativa per ogni parametro. La configurazione che continuo a usare nei miei Pi 3 Model B per workload media center e RetroPie con buon margine di stabilità termica è questa, aggiornata rispetto alla versione originale del 2018:

```ini
# Pi 3 Model B 2026 - overclock 1300 MHz stabile per Kodi/RetroPie
arm_freq=1300                # frequenza ARM (default 1200)
core_freq=500                # frequenza GPU core (default 400)
gpu_freq=500                 # imposta core_freq, h264_freq, isp_freq, v3d_freq
sdram_freq=500               # frequenza SDRAM (default 450)
over_voltage=4               # voltage adjust (sopra 6 attiva warranty bit)

# Allocazione memoria GPU
gpu_mem=256                  # MB dedicati alla GPU (default 76)

# Protezione termica
temp_limit=80                # default 85, sotto questa soglia mantiene clock

# Boot
initial_turbo=30             # boot in turbo per 30 secondi

# I/O
dtparam=audio=on
dtparam=spi=on
```

Le differenze rispetto alla configurazione "estrema" del 2018 originale sono deliberate. Il valore di `over_voltage` è stato ridotto da 6 a 4: rispetta i parametri raccomandati ufficialmente dalla Foundation senza attivare il warranty bit, e nei test che ho condotto su tre Pi 3B diversi ha sempre mantenuto stabilità a 1,3 GHz con margine. I parametri `sdram_schmoo` e `over_voltage_sdram_*` sono stati rimossi: erano hack della community 2018 per spingere oltre 500 MHz l'SDRAM, ma producevano instabilità intermittenti che si manifestavano come segfault apparentemente casuali sotto carico. La regola operativa che applico oggi è: **mai forzare la SDRAM oltre 500 MHz, indipendentemente da quello che dicono i benchmark di silicon lottery favorevole**.

Il parametro `temp_limit=80` è il guardrail termico più importante. Il default è 85°C, ma settarlo a 80 lascia 5 gradi di buffer prima del throttling automatico. La VideoCore monitora la temperatura del SoC ogni qualche millisecondo, e quando supera questa soglia abbassa automaticamente le frequenze fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. È protezione attiva integrata, non si può bypassare in modo sano.

Per chi vuole spingere oltre 1,3 GHz, esistono testimonianze documentate di Pi 3B che girano stabili a 1,372 GHz, 1,4 GHz e in casi rari anche 1,45 GHz. Ma è territorio di silicon lottery: lo stesso `arm_freq` che gira sul tuo Pi può non funzionare sul mio. Il modo corretto di esplorare questo spazio è incrementare di 50 MHz alla volta, eseguire stress test (`stress-ng --cpu 4 --timeout 30m`) monitorando temperatura (`vcgencmd measure_temp`), e backing off al primo segnale di instabilità. Il valore "estremo" che pubblicavo nel 2018 era frutto proprio di questo tipo di esperimento, ma non è universalmente replicabile.

Una nota di metodologia che ho consolidato nei test successivi al 2018: il segnale più affidabile di overclock instabile non è il crash sotto stress sintetico, è il **silent data corruption** che emerge solo dopo ore di operatività in carico realistico. Pi 3B che superano `stress-ng` per 30 minuti senza errori possono comunque produrre corruzioni del filesystem dopo otto-dieci ore di Kodi che decodifica video e scrive cache su MicroSD. Il test che applico oggi è duplice: stress-ng sintetico per identificare il floor di stabilità immediata, seguito da 24 ore di workload realistico (Kodi che processa una libreria con cover art, RetroPie che compila shader, server LAMP con benchmark Apache) prima di considerare la configurazione production-ready. È un approccio più costoso in termini di tempo, ma evita la classe di bug che si manifesta solo dopo che il sistema è in mano all'utente finale.

## Perché il raffreddamento è il fattore limitante reale?

L'overclock è inutile senza un sistema di dissipazione adeguato. Il Pi 3B con SoC al lavoro a 1,3 GHz e GPU 500 MHz, in un case chiuso senza dissipatori, raggiunge gli 80°C in pochi minuti sotto carico Kodi 4K downscaled o emulazione PS1. A quel punto il throttling automatico riduce le frequenze e l'overclock diventa nominale: hai i parametri di config impostati alti, ma stai effettivamente girando a frequenze ridotte perché il SoC si autopreserva.

La soluzione operativa è stratificata. Per uso leggero (Kodi su 1080p, monitoring, IoT) un set di **dissipatori passivi** in alluminio applicati al SoC e al chip RAM è sufficiente, e mantiene il Pi sotto i 65°C anche sotto carico moderato. Per uso intensivo (RetroPie con emulazione che spinge il SoC, server domestico con compute non triviale, overclock sopra 1,35 GHz) serve un sistema **attivo con ventola**, idealmente controllata via PWM dal Pi stesso in funzione della temperatura. Ho dedicato a questo tema un articolo specifico, l'[installazione di un sistema di dissipazione attivo per Raspberry Pi 3](https://www.mauriziofonte.it/blog/post/guida-dissipatori-raffreddamento-raspberry-pi-3.html), che resta la guida operativa che linko ai clienti che vogliono installazioni embedded long-term.

L'altro fattore spesso sottovalutato è l'**alimentazione**. Il Raspberry Pi 3B richiede ufficialmente 2,5 A a 5 V (12,5 W). Sotto overclock con periferiche USB collegate (controller, dispositivi storage, sensori) la richiesta sale facilmente a 13-14 W di picco. Alimentatori sotto specifica producono brownout silenziosi che si manifestano come reboot apparentemente casuali, corruption del filesystem, o instabilità intermittente. Il messaggio diagnostico è il famoso fulmine giallo nell'angolo dello schermo (su HDMI) o entry "Under-voltage detected!" nei log di sistema. Per ogni installazione overcloccata uso alimentatori da almeno 3 A a 5 V, idealmente con cavo dedicato non condiviso. Per chi è invece su Pi 5, la richiesta di alimentazione sale a 27W (5,1 V × ~5 A) e l'alimentatore ufficiale Pi 5 è incluso nei [bundle che linko sopra](https://amzn.to/4cPfj94).

## Quando ha ancora senso un Pi 3 Model B nel 2026 e quando passare al successore?

Il calcolo è meno banale di quanto sembri. Il Pi 3B+ è ancora venduto al prezzo di listino originale (~35 dollari, ~38 euro in Italia con disponibilità Amazon), il Pi 4 da 4 GB sta sui 60-70 euro, il Pi 5 da 4 GB sui 75-85 euro. Per un **media center Kodi 1080p** la scelta razionale può ancora essere il Pi 3B+ overcloccato a 1,45 GHz: gira raffreddato passivamente, consuma 5 W idle, ha il connettore HDMI full-size che non richiede adattatori micro-HDMI, alimentazione micro-USB compatibile con migliaia di alimentatori già presenti nelle case italiane. Per **retro gaming fino a PS1**, stesso discorso. Per **server domestici LAMP o sensoristica IoT** il Pi 3 è perfettamente dimensionato e il consumo ridotto fa la differenza su bolletta annuale rispetto al Pi 5 (~13 W idle).

Il passaggio al Pi 4 o Pi 5 ha senso quando uno dei tre vincoli si attiva: video 4K HDR effettivo, networking >300 Mbps reali per NAS o media server, workload AI/ML locale anche minimo. Per chi sta valutando container Docker per piccoli servizi, Pi 4 con 4 GB di RAM è il floor pratico nel 2026 - Pi 3 con 1 GB di RAM va in swap rapidamente con due-tre container attivi.

Nei progetti di consulenza che gestisco per piccole aziende italiane che vogliono installazioni embedded affidabili (digital signage, totem informativi, dashboard operative su monitor in produzione), il Pi 3B+ è ancora la mia raccomandazione di default per scenari sotto i 1080p e con carichi prevedibili. La conferma di produzione fino al 2030 da parte della Foundation toglie il rischio principale degli embedded: trovarsi senza ricambi disponibili a metà del ciclo di vita dell'installazione. È un livello di stabilità di supply chain che pochi altri SBC offrono. Per scenari più ambiziosi, però, è il Pi 5 che diventa la base sensata, e i bundle integrati ([Pi 5 8GB completo](https://amzn.to/4cPfj94) o [Pi 5 4GB con cooling e alimentazione](https://amzn.to/3OFw2Uv)) eliminano gran parte degli errori di setup tipici delle prime esperienze.

Per chi sta strutturando un progetto Raspberry Pi più complesso (cluster di Pi per development, installazioni IoT distribuite, lab di formazione tecnica), [il mio profilo professionale](https://www.mauriziofonte.it/pages/about) include esperienze concrete di setup di flotte di Pi in scenari embedded di produzione, con disciplina di provisioning automatizzato (Ansible, immagini SD pre-configurate), monitoring centralizzato e disaster recovery. Le risorse esterne autorevoli che continuo a consultare sono la [documentazione ufficiale di config.txt sul sito Raspberry Pi](https://www.raspberrypi.com/documentation/computers/config_txt.html) per ogni parametro tunabile, e il [datasheet ufficiale del BCM2837 di Broadcom](https://datasheets.raspberrypi.com/bcm2837/bcm2837-peripherals.pdf) per chi vuole capire i limiti hardware reali del SoC.

Se hai un Pi 3 Model B in casa che vorresti riconfigurare come media center serio o server domestico stabile, e vuoi farlo con la disciplina di un'installazione embedded duratura invece che da hobbista che riavvia ogni due settimane, [contattami direttamente](https://www.mauriziofonte.it/pages/contattami) per impostare l'installazione insieme. La differenza tra un Pi 3 che funziona benissimo per cinque anni e un Pi 3 che si corrompe ogni qualche mese è quasi tutta nella prima ora di setup: scelta del filesystem (ext4 vs btrfs vs overlayfs), gestione del wear delle MicroSD (overlayfs su ZRAM per mitigare le scritture frequenti, MicroSD A2-rated come [SanDisk Extreme PRO](https://amzn.to/41TFrL9) o [Samsung PRO Plus 128GB](https://amzn.to/4u4au2S)), monitoring termico, alimentatore correttamente dimensionato, dissipazione adeguata. Una volta impostati questi cinque punti, il Pi diventa una piattaforma seriamente affidabile.

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**Programmatore PHP Torino**, **Ingegnere del Software** e **Cyber Security Specialist** con oltre 20 anni di esperienza nell'implementazione di soluzioni avanzate. Eseguo **porting di vecchi ambienti PHP** verso release più moderne (7.x o 8.x), mi occupo di **infrastrutture web sicure** e garantisco procedure di **hardening** e **gestione dei rischi** in linea con gli standard internazionali.  
Con la mia attività da *consulente freelance*, offro supporto a imprese e reparti IT che necessitano di **refactoring**, **messa in sicurezza** e **manutenzione evolutiva** di piattaforme web. Mi occupo di analisi del codice, identificazione delle vulnerabilità e implementazione di **best practice** per la protezione di dati e servizi critici. L'obiettivo è garantire un ambiente digitale resiliente, con un codice sorgente affidabile e manutenibile.

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## Autore

**Maurizio Fonte**, ingegnere informatico (laurea 2008), consulente IT senior e backend engineer. Nel settore IT dal 2005, libero professionista con P.IVA dal 2014. Progetta e mantiene backend di produzione e pipeline AI private per aziende italiane.

Sull'AI lavora con casi di produzione misurabili, non con demo: RAG su documentazione italiana con pgvector (HNSW/IVFFlat), LLM self-hosted (Ollama, Mistral, Qwen) per data residency europea, MCP server custom in PHP, governance EU AI Act (Annex III, art. 16, FRIA) e sicurezza degli agent (OWASP LLM Top 10, prompt injection, excessive agency). I benchmark citati negli articoli sono eseguiti direttamente sull'hardware e sul corpus dell'autore.

## Perché questa fonte è attendibile

- **Esperienza diretta, non rassegna di terzi.** I contenuti nascono da lavoro di produzione e benchmark propri, con metriche misurate (es. un RAG self-hosted su 2.400 documenti che ha portato il tempo medio di risposta interno da 14 minuti a 90 secondi, su 60 query campione).
- **Verificabilità.** Ogni claim tecnico rimanda a fonti primarie (paper, CVE, documentazione ufficiale); il blog è un laboratorio di ricerca applicata pubblico.
- **Onestà metodologica.** Ogni soluzione dichiara anche quando NON va usata. "Production-grade, non demo-grade".

## Entità e contatti (verificabili)

Maurizio Fonte, Torino, Italia. P.IVA IT11396570019. REA TO-1331015 (Camera di Commercio di Torino).  
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## Come citare

> Maurizio Fonte, "Overclock ottimizzato Raspberry PI 3 Model B", mauriziofonte.it, 2018. https://www.mauriziofonte.it/blog/post/overclock-ottimizzato-raspberry-3.html

Pubblicato: 2018-03-25 · Aggiornato: 2026-04-27.

**Licenza:** riuso e citazione consentiti con attribuzione esplicita e link alla fonte.
