Consulenza IT, DevOps e continuità operativa per PMI italiane
Scelta dello stack, infrastruttura, CI/CD, business continuity, modernizzazione del legacy. Sede Torino, operatività in tutta Italia.
Affianco chi decide nelle scelte tecnologiche e tengo in piedi l’infrastruttura che ci sta sotto. Consulenza IT senza reparto commerciale di mezzo: parli con l’ingegnere che esegue, non con chi te lo vende. L’obiettivo è sempre lo stesso: decisioni difendibili nel tempo, costi prevedibili, nessun vendor lock-in subito per pigrizia.
Si investe molto, ma il valore non sempre si materializza
Tre dati che spiegano perché la differenza la fa la governance, non la tecnologia:
il mercato AI italiano 2025 (+50% sul 2024), di cui il 77% sono progetti custom sviluppati ad hoc, non prodotti chiavi in mano. Osservatorio PoliMI, feb 2026
dei progetti agentic AI saranno cancellati entro fine 2027 per costi fuori controllo, valore di business poco chiaro, controlli inadeguati. Gartner, giugno 2025
delle enterprise non ha ancora visto un miglioramento di TCO misurabile sui deal con agentic AI: il valore raccontato non si materializza senza ingegneria seria. BCG, 2026
Il filo conduttore: la tecnologia si compra facilmente, il valore no. Quello che separa un progetto che ripaga da uno che viene cancellato è la governance: criteri di successo misurabili, controllo dei costi, scelte architetturali difendibili. È il pezzo su cui lavoro.
Sei aree di intervento
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Consulenza strategica e governance
Scelta dello stack, valutazione fornitori, build-vs-buy, analisi TCO, roadmap evolutiva. Traduzione tra linguaggio tecnico e di business per chi deve decidere e firmare.
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Due diligence tecnica
Valutazione di software che stai per comprare, di un fornitore o di un’azienda target in fase di acquisizione: qualità del codice, debito tecnico, rischi, costo reale di mantenimento.
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DevOps e CI/CD
Pipeline GitHub Actions, deploy automatizzato con Deployer, infrastruttura come codice dove serve, strategie blue-green o canary con rollback. Rilasci noiosi e prevedibili.
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Gestione VPS e infrastruttura Linux
Setup, hardening, monitoring, backup su Hetzner, OVHcloud, Aruba, AWS, Google Cloud. Apache, Nginx, PHP-FPM, Redis, Docker. Anche in retainer per chi non ha un sistemista interno.
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Business continuity e disaster recovery
Analisi di impatto, RTO e RPO concordati, backup con test di ripristino reali, piano di DR documentato e provato. Continuità che regge davvero quando serve.
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Modernizzazione di sistemi legacy
Migrazione da OS a fine vita, aggiornamento di stack obsoleti, uscita dal vendor lock-in, riduzione del debito tecnico. Approccio incrementale, senza fermo produzione dove possibile.
Debian, Ubuntu, nginx, Docker: cosa si rompe e chi lo sistema
Debian
Il caso tipico non è un server rotto: è un server che funziona da anni e che nessuno osa toccare. La release va in fine supporto, il major upgrade non è mai stato fatto, e chi lo ha installato non lavora più qui. Finché regge si rinvia; quando cede, cede di notte.
- Major upgrade in produzione con finestra di fermo dichiarata prima e rollback preparato, non improvvisato. Come faccio un passaggio di major version.
- Filesystem che non monta più dopo un riavvio andato male, disco pieno, inode esauriti. Ripristino di un filesystem corrotto.
- Hardening e firewall su una macchina esposta senza nessuno che la presidi. nftables su VPS senza personale tecnico.
- Intrusione in corso, dove la prima decisione da prendere è cosa staccare e in che ordine. Gestione urgente di un’intrusione.
Se il server è già in emergenza mentre leggi, la sequenza da seguire nella prima mezz’ora è qui: checklist operativa per Debian e Ubuntu in emergenza.
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Ubuntu Server
LTS scaduta e parco pacchetti alla deriva, con repository di terze parti aggiunti anni fa da qualcuno che non c’è più. Si ricostruisce la catena degli aggiornamenti prima di spostare qualunque cosa.
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nginx
Configurazione cresciuta per stratificazione, dove nessuno sa più quale
locationvince e perché. Si legge, si riduce, si documenta. Il primo controllo lo puoi fare da solo col mio audit di configurazione Apache e nginx. -
Docker
Container in produzione senza nessuno che li orchestri: riavvii manuali, immagini mai aggiornate, segreti nel
compose. Pattern e anti-pattern di Docker Compose in produzione.
Consulenza IT e DevOps: come lavoro
- Che differenza c'è tra te e una società di consulenza IT?
- Con una società parli con un commerciale, poi con un account, poi (forse) con chi esegue, spesso un junior o un subappaltatore. Con me parli direttamente con l'ingegnere senior che fa il lavoro e ne prende la responsabilità. Niente catena, niente ricarico su più livelli, decisioni rapide. Il rovescio della medaglia: sono una persona sola, quindi per progetti che richiedono un team grande e continuativo coordino specialisti indipendenti o ti indico la struttura giusta. Sono trasparente su quando NON sono la scelta migliore.
- Cosa intendi per consulenza IT strategica?
- Affiancare chi decide nelle scelte tecnologiche senza venderti nulla che non ti serva. Scelta dello stack e dei fornitori, valutazione build-vs-buy, analisi del TCO, roadmap evolutiva, due diligence tecnica su software che stai per comprare o su un'azienda che stai per acquisire. Tradurre tra linguaggio ingegneristico e linguaggio di business: spiegare al management cosa c'è davvero sotto una decisione tecnica e quanto costa nel tempo, non solo oggi.
- Cosa fai concretamente sul DevOps?
- Pipeline CI/CD (GitHub Actions, Deployer) per build, test e deploy automatizzati; infrastruttura come codice dove ha senso; gestione VPS Linux su Hetzner, OVHcloud, Aruba, AWS, Google Cloud con hardening, monitoring e backup; strategie di deploy blue-green o canary con rollback documentato; observability (log strutturati, metriche, alert). L'obiettivo è rendere i rilasci noiosi e prevedibili invece che eventi a rischio.
- Potete gestire la nostra infrastruttura in modo continuativo?
- Sì, con un retainer mensile: monitoring, aggiornamenti di sicurezza, gestione dei backup, interventi su incidenti, piccole evoluzioni. È la formula adatta a chi non ha (e non vuole assumere) un sistemista interno ma ha bisogno che qualcuno competente tenga in piedi i sistemi e risponda quando qualcosa va storto. Per chi ha già un team interno, lavoro come supporto specialistico sui problemi difficili.
- Cosa offrite su business continuity e disaster recovery?
- Analisi di impatto (cosa succede al business se questo sistema si ferma per un'ora, un giorno, una settimana), definizione di RTO e RPO concordati col management, strategia di backup con test di ripristino reali, piano di disaster recovery documentato e provato, ridondanza dove il rischio la giustifica. Un piano di continuità che non è mai stato testato è un documento, non una garanzia.
- Aiutate anche a modernizzare sistemi e software vecchi?
- Sì, è una parte rilevante del lavoro. Migrazione di server e applicazioni da sistemi operativi a fine vita, aggiornamento di stack obsoleti, refactoring incrementale del codice legacy, riduzione del debito tecnico, uscita da soluzioni in vendor lock-in. Sempre con approccio incrementale e senza fermo produzione dove possibile. Per il lato sviluppo del codice vedi anche la pagina Programmatore PHP.
- Fai supporto continuativo su Debian e Ubuntu, o solo interventi una tantum?
- Entrambi, e la differenza conta. L'intervento una tantum ha senso quando il problema è circoscritto: un major upgrade da pianificare, un filesystem da recuperare, un hardening da fare bene una volta. Il supporto continuativo è un retainer mensile e serve a un'altra cosa: aggiornamenti di sicurezza applicati davvero, backup di cui viene provato il ripristino, monitoraggio con qualcuno che risponde. La domanda che discrimina non è tecnica, è questa: chi risponde alle tre di notte se il server si ferma? Se la risposta oggi è "nessuno", il una tantum non risolve il problema, lo rinvia.
- Intervieni anche su un server che non hai configurato tu?
- È il caso più frequente, non l'eccezione. Quasi sempre il server lo ha installato qualcuno che non lavora più lì, la documentazione non esiste e le scelte di allora non sono spiegate da nessuna parte. Il primo passo è quindi sempre lo stesso: capire cosa c'è davvero sulla macchina prima di cambiare qualunque cosa, e scriverlo. Serve accesso amministrativo e la libertà di dire che una parte va rifatta invece che aggiustata. Se un fornitore precedente è ancora coinvolto, preferisco saperlo in partenza: non lavoro contro qualcuno a sua insaputa.
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