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Maurizio Fonte - Consulente Informatico - Ingegnere del Software e Cyber Security Specialist Freelance

I vettori d'attacco del codice generato da LLM: analisi offensiva delle vulnerabilità tipiche

I vettori d'attacco del codice generato da LLM: analisi offensiva delle vulnerabilità tipiche Gli LLM introducono classi di vulnerabilità prevedibili, perché replicano pattern insicuri visti nei dati di training. Analisi dal lato attaccante: quali debolezze cercare per prime nel codice generato (deserializzazione, SSRF, auth bypass, race condition), come si sfruttano nella pratica e come chiuderle. Per un team che usa l'AI per scrivere codice, sapere cosa proverebbe un attaccante è la differenza tra un assistente e un rischio. Continua a leggere
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Codice generato da AI: perché un audit di sicurezza è oggi più urgente che mai

Codice generato da AI: perché un audit di sicurezza è oggi più urgente che mai Il codice generato dagli assistant AI entra in produzione più in fretta di quanto venga revisionato. Audit sistematico dei pattern di vulnerabilità ricorrenti nell'output di ChatGPT e Copilot per PHP: injection non parametrizzate, validazione mancante, segreti hardcoded, dipendenze obsolete suggerite con fiducia. Una checklist offensiva per auditare ciò che l'AI scrive prima che diventi un incidente, dalla prospettiva di chi i bug li cerca per mestiere. Continua a leggere
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MCP e over-broad token scoping: come un read-only diventa write-and-execute

MCP e over-broad token scoping: come un read-only diventa write-and-execute Un MCP server collega un agente AI a sistemi reali, e lo scope dei token è dove si gioca la sicurezza. Il vettore di privilege escalation: come un permesso nato read-only diventa write-and-execute attraverso uno scope troppo largo e un framing sociale (per fixare il bug devo leggere la config di deploy). Dalla prospettiva offensiva, con la difesa concreta: least-privilege rigoroso, separazione lettura/scrittura, zero-trust sui tool esposti all'agente. Per chi costruisce integrazioni MCP. Continua a leggere
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Difendere una harness Claude Code in produzione: il modello di sicurezza che uso davvero

Difendere una harness Claude Code in produzione: il modello di sicurezza che uso davvero Mettere un agente di coding in produzione significa dargli accesso a shell, file e credenziali. Il setup di sicurezza che uso davvero parte da un validatore dei comandi bash, un perimetro operativo definito via rules, il deny esplicito delle operazioni distruttive (rm -rf), gli env file in sola lettura e il blocco degli host non gestiti. Insider puro: trasformo il mio scaffolding personale in un case study difensivo replicabile, alla luce delle CVE su Claude Code del 2026. Continua a leggere
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Qualcuno usa gli agenti AI per fare reconnaissance sul mio sito: settimane di log analizzate

Qualcuno usa gli agenti AI per fare reconnaissance sul mio sito: settimane di log analizzate Nei log di un sito reale compaiono richieste a path sensibili come .env, .ssh/id_rsa e .aws/credentials veicolate dagli user-agent di assistant AI come ChatGPT e Perplexity. Sono pochi tentativi isolati, non una campagna: ma il pattern è interessante per chi espone un'applicazione. Analisi forense onesta di cosa si vede davvero nei log, con la metodologia per distinguere il rumore dal segnale e le contromisure lato server. Information gain di prima mano, background offensivo dell'autore. Continua a leggere
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