Business Continuity
Pagina 3 di 3
Business Continuity: piani che reggono la prova reale, non documenti da cassetto
Un piano di continuità che non è mai stato provato non è un piano, è una speranza. I backup che non hai mai ripristinato non esistono finché non ne hai bisogno, e a quel punto è tardi per scoprirlo. La continuità operativa si misura nel giorno peggiore, non nella documentazione, ed è per il giorno peggiore che questa categoria prepara.
Il primo tema è il backup che esiste solo se testato: strategie che vanno oltre il mysqldump notturno sullo stesso disco (che non ha mai salvato nessuno da un ransomware), la regola 3-2-1-1-0, il backup incrementale e off-site, e la verifica periodica del ripristino. Un backup non testato è un paracadute che non hai mai aperto.
Il secondo tema è il disaster recovery vero: la differenza fra un backup e un piano, RPO e RTO definiti in modo realistico e verificati, l'analisi del rischio, la simulazione di uno scenario ransomware su una PMI. Un piano di DR è la definizione di quanto puoi permetterti di perdere e in quanto tempo devi tornare operativo, non una cartella di file compressi.
Il terzo tema è il recupero operativo: il subentro su una codebase non documentata anche in 48 ore, il ripristino di un server in emergenza, la gestione del momento in cui lo sviluppatore o il fornitore spariscono. La resilienza si costruisce prima, con metodo, non si improvvisa durante l'emergenza.
Se vuoi un piano di continuità che regga davvero, vedi la consulenza cybersecurity e NIS2 o la panoramica dei servizi.
Un backup non testato è come un paracadute che non hai mai aperto: scopri se funziona nell'unico momento in cui non puoi permetterti che non funzioni.