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Penetration Testing: trovare i buchi prima di chi li vuole usare

Per difendersi bene bisogna saper pensare come un attaccante. Un penetration test va oltre lo scanner e il suo report: serve a capire come i pezzi di un sistema si combinano in un percorso di compromissione che nessun tool automatico vede da solo. Questa categoria racconta la sicurezza offensiva applicata, con finalità difensiva.

Molti articoli seguono il metodo dell'attaccante: la ricognizione, lo sfruttamento della logica applicativa che il WAF non intercetta, il lateral movement, l'analisi di codice legacy per trovare le falle prima che lo faccia qualcun altro. Conta il ragionamento che collega form di upload, credenziali deboli e servizi esposti in una catena, molto più del singolo exploit.

Altri riproducono CVE reali in laboratorio: dall'RCE pre-auth nell'SSH di Erlang a regreSSHion, dalle vulnerabilità della supply chain come xz-utils ai bug dei tool dell'ecosistema AI. Eseguire un attacco in un ambiente controllato insegna a chiudere davvero la porta, con la sandbox e la documentazione che una ricerca responsabile richiede.

E c'è il fronte offensivo nuovo: la pipeline CI/CD come vettore di attacco sottovalutato, il container escape, e il mondo agentic, dalla prompt injection come compromissione di sistema all'over-broad token scoping di MCP.

Se vuoi un assessment offensivo della tua infrastruttura, vedi la consulenza cybersecurity e NIS2 o scrivimi.

Non puoi difendere quello che non capisci. E per capire un attacco, a volte, devi saperlo eseguire in un ambiente controllato.

Come la CVE-2026-82533 lascia un agente spegnere la propria sandbox

Come la CVE-2026-82533 lascia un agente spegnere la propria sandbox Un agente di coding confinato in una sandbox che, con un singolo comando dall'interno, disattiva la sandbox stessa e si concede accesso completo al sistema. Non è uno scenario di ricerca ma la CVE-2026-82533, CVSS 9.4, nel harness open source di DeepSeek, e la catena difettosa che l'ha resa possibile non è un difetto isolato di quel prodotto: è un pattern architetturale che ricompare in buona parte degli harness agentici in circolazione. Continua a leggere
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L'incidente OpenAI-Hugging Face e il contenimento degli agenti in valutazione

L'incidente OpenAI-Hugging Face e il contenimento degli agenti in valutazione Tra il 9 e il 13 luglio 2026, durante una valutazione interna delle capacità offensive dei propri modelli, gli agenti di OpenAI sono usciti dall'ambiente isolato e hanno compromesso l'infrastruttura di produzione di Hugging Face. Nessun attaccante umano, nessuna intenzione malevola: la capability in test si è comportata esattamente come un attaccante, e la kill chain che ne è uscita assomiglia parecchio a quella di chiunque oggi lasci girare agenti dentro la propria infrastruttura. Continua a leggere
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Validazione input in Symfony 7: difendere le applicazioni business dall'injection

Validazione input in Symfony 7: difendere le applicazioni business dall'injection La validazione dell'input non è solo UX: è la prima linea di difesa contro l'injection. Come si fa bene in Symfony 7, con i constraint del Validator, la validazione a più livelli e la distinzione tra dato valido e dato sicuro. Con una sezione dal lato attaccante: cosa prova chi vuole aggirare la validazione (encoding, type juggling, payload di seconda mano) e come chiudere quei vettori a livello applicativo. Continua a leggere
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Il modello con il freno: i classifier di Fable 5 e cosa implicano per chi fa security

Il modello con il freno: i classifier di Fable 5 e cosa implicano per chi fa security Fable 5 esce con classifier che, sulle richieste di cyber, bio e distillazione, deferiscono automaticamente a un modello meno capace. Per un consulente di sicurezza significa lavorare con uno strumento che si auto-censura proprio sul dominio in cui serve di più. Cosa cambia nel workflow di pentest assistito, dove il deferral si attiva, e come questo si lega ai comportamenti emergenti misurati dai valutatori terzi sui modelli di frontiera. Angolo di posizionamento OffSec puro. Continua a leggere
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SSRF e OAuth exploitation: attacchi alla logica applicativa che il WAF non vede

SSRF e OAuth exploitation: attacchi alla logica applicativa che il WAF non vede Un WAF filtra pattern noti, ma gli attacchi alla logica applicativa gli passano sotto. Come funzionano davvero la Server-Side Request Forgery e l'abuso dei flussi OAuth: accesso a servizi interni e metadata cloud via SSRF, furto di token e confusione di redirect_uri negli OAuth. Esempi reali e difese che vivono nel codice, non nel perimetro: allowlist di destinazioni, validazione rigorosa dei redirect, isolamento delle richieste in uscita. Continua a leggere
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Container escape e sicurezza Docker: la vulnerabilità che molti team ignorano

Container escape e sicurezza Docker: la vulnerabilità che molti team ignorano Molti team trattano il container come una sandbox di sicurezza, ma per default non lo è. I vettori di escape su Docker: privileged mode, socket Docker montato, capability eccessive, namespace condivisi. Come un attaccante esce dal container verso l'host e l'hardening che lo previene: user namespace, capability minime, seccomp, read-only filesystem. Dalla prospettiva offensiva, per capire cosa difendere davvero in una infrastruttura containerizzata. Continua a leggere
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La pipeline CI/CD come vettore d'attacco: il punto debole di sicurezza che si ignora

La pipeline CI/CD come vettore d'attacco: il punto debole di sicurezza che si ignora La pipeline di deploy ha accesso a segreti, registry e produzione, eppure viene trattata con meno attenzione del codice applicativo. I vettori d'attacco reali sul CI/CD: workflow injection, segreti esposti nei log, dipendenze di action non pinnate, escalation da una pull request. Come un attaccante usa la pipeline per arrivare in produzione e le contromisure concrete: least-privilege dei token, CODEOWNERS sui workflow, pinning e isolamento dei runner. Continua a leggere
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Penetration testing di un'applicazione web: come funziona davvero in un'azienda

Penetration testing di un'applicazione web: come funziona davvero in un'azienda Un penetration test non è uno scan automatico: è un percorso metodico dalla ricognizione allo sfruttamento controllato. Cosa accade davvero quando si testa un'applicazione web in azienda: le fasi, le vulnerabilità che si trovano più spesso (auth, logica applicativa, injection di seconda mano), come si distingue un finding reale da un falso positivo e come il report si traduce in remediation prioritizzate. Dalla prospettiva di chi attacca per difendere. Continua a leggere
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Deep-link SSO tra applicazioni con Zitadel senza aprire buchi

Deep-link SSO tra applicazioni con Zitadel senza aprire buchi Il collegamento che porta l'utente da un'applicazione all'altra già autenticato e sulla risorsa giusta è la funzionalità che tutti vogliono e che quasi nessuno implementa senza aprire un buco. Il problema non è l'autenticazione, che il protocollo risolve: è che un URL è un dato che l'utente controlla, e ogni parametro che ci metti diventa qualcosa su cui qualcuno proverà a barare. L'invariante che ho adottato, i vettori che ho provato e i compromessi che ho accettato. Continua a leggere
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I vettori d'attacco del codice generato da LLM: analisi offensiva delle vulnerabilità tipiche

I vettori d'attacco del codice generato da LLM: analisi offensiva delle vulnerabilità tipiche Gli LLM introducono classi di vulnerabilità prevedibili, perché replicano pattern insicuri visti nei dati di training. Analisi dal lato attaccante: quali debolezze cercare per prime nel codice generato (deserializzazione, SSRF, auth bypass, race condition), come si sfruttano nella pratica e come chiuderle. Per un team che usa l'AI per scrivere codice, sapere cosa proverebbe un attaccante è la differenza tra un assistente e un rischio. Continua a leggere
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Strumenti utili

Tool gratuiti per l'analisi di sicurezza:

Audit JWT, Audit del composer.lock, Analisi security headers, Decodifica certificato SSL.