RAG
Pagina 2 di 2
RAG: dare ai modelli il contesto giusto, non tutto il contesto
Un LLM senza contesto inventa, un LLM annegato nel contesto si perde. Il Retrieval-Augmented Generation serve a dare al modello esattamente le informazioni che gli servono, al momento giusto: è un problema di recupero e di qualità dei dati prima ancora che di modello. Questa categoria affronta il RAG per quello che è davvero, un problema di ingegneria dell'informazione.
Il primo tema è il recupero come problema di dati. Vector database come Weaviate e Qdrant, multi-vector e ColBERT, GraphRAG, ed embeddings costruiti su un vocabolario di dominio, italiano incluso: quando il RAG non trova i documenti giusti, quasi mai la colpa è del modello, è degli embedding e del modo in cui i dati sono stati indicizzati.
Il secondo tema sono i costi e la scala: la quantization per ridurre drasticamente la VRAM a parità di recall, approcci come LazyGraphRAG per abbattere il costo di indicizzazione, il semantic caching per non ripagare ogni query semanticamente identica. Un RAG che funziona ma costa troppo non arriva mai in produzione.
Il terzo tema è la sicurezza: un RAG aziendale indicizza documenti interni, e un documento avvelenato può diventare un vettore di prompt injection. Come si fa red team su un sistema RAG e come si costruiscono le difese applicative è parte integrante di un'implementazione seria.
Se vuoi costruire un sistema RAG sui tuoi dati, vedi l'integrazione di sistemi e AI o scrivimi.
Il RAG non è un problema di modello, è un problema di dati. Se il recupero è scadente, nessun LLM ti salverà.