GFM subset, non CommonMark completo. Il parser implementa la sintassi più usata in pratica: heading 1-6, bold, italic, strikethrough, code inline e fenced con language hint per syntax highlighting esterno (Prism, highlight.js), liste ordinate e non, blockquote, link, immagini, tabelle pipe-syntax con allineamento, HR. Non supporta footnote, task list, definition list, math LaTeX, embed iframe, autolink GitHub-style (#123, @user). Per CommonMark spec-compliant rigoroso serve un parser server-side dedicato.
HTML -> Markdown reverse. La conversione inversa attraversa l'albero DOM via DOMParser nativo del browser e produce il Markdown equivalente per heading, paragrafi, bold, italic, code, link, immagini, blockquote, liste e tabelle. Tutti gli inline styles, le classi CSS, i div container e gli span senza semantica vengono ignorati: il content semantico viene estratto e il chrome di presentazione scartato. Il comportamento è voluto per portabilità del contenuto. Non gestisce HTML annidato complesso, iframe, script, form.
Privacy operativa. Il parsing è interamente locale al browser: il contenuto di un post in bozza, di documentazione interna o di note personali non transita per backend di terze parti. Utile in contesti dove il content stesso ha valore (NDA, documentazione enterprise, materiale pre-pubblicazione).