Hetzner Cloud vs Contabo vs OVH: benchmark reale per PMI italiane nel 2025

Hetzner Cloud vs Contabo vs OVH: benchmark reale per PMI italiane nel 2025

Il 4 giugno 2025 mi ha contattato il direttore IT di un'azienda torinese del settore manifatturiero di precisione meccanica - circa 12,6 milioni di euro di fatturato annuo, 58 dipendenti, un ERP PHP custom di cui gli utenti attivi concorrenti nelle ore di picco si attestano intorno a 38-42 persone (amministrazione, produzione, qualità, commerciale). L'azienda aveva da due mesi concluso un contratto infelice con un fornitore cloud locale (un provider italiano che non nomino) dopo 18 mesi di problemi ricorrenti - performance degradate in modo apparentemente casuale, ticket di supporto chiusi senza vera risoluzione, tre downtime totali da oltre 4 ore ciascuno in un solo anno - e il direttore IT doveva scegliere il nuovo provider per un contratto di 36 mesi. Voleva una decisione basata su dati reali, non su marketing né su opinioni del forum italiano dove ogni piano ha i suoi fanatici ideologici. Mi ha ingaggiato per condurre un benchmark comparativo scientifico su tre provider europei concreti - Hetzner Cloud, Contabo VPS e OVH Public Cloud - usando il workload reale del loro ERP come metrica, invece che benchmark sintetici che testano cose irrilevanti per l'uso applicativo reale.

Il benchmark è stato pianificato rigorosamente. Ho provisionato su ciascuno dei tre provider un VPS di pari fascia dichiarata (4 vCPU, 16 GB RAM, 160-200 GB NVMe SSD, classe enterprise), ho installato lo stesso stack applicativo (Debian 12, PHP-FPM 8.3, MariaDB 10.11, Nginx 1.24, Redis 7.2), ho importato un dump sanitizzato del database di produzione (circa 840.000 righe fra ordini, anagrafica, magazzino, contabilità), ho configurato un set identico di 45 scenari di test che replicavano l'uso reale dell'ERP (login utente, consultazione ordini, creazione documento di trasporto, ricerca articolo magazzino, elaborazione bolla di accompagnamento, generazione report mensile, backup notturno, batch di sincronizzazione con il MES di produzione). Ho fatto girare i test per 14 giorni consecutivi su ogni provider, con rotazione di carico concorrente simulato via k6 per riprodurre il pattern di traffico reale (40 utenti concorrenti in orari lavorativi, burst di batch notturni dopo mezzanotte, carico ridotto nei weekend). Ho raccolto metriche oggettive di CPU, memoria, I/O disco, latenza di rete verso Torino, durata effettiva di ogni scenario di test. Al termine del benchmark ho prodotto un report di 28 pagine per il direttore IT con tutti i numeri e le raccomandazioni.

Il risultato ha smontato diversi miti che circolano nei forum italiani e ha confermato alcune intuizioni. Hetzner Cloud è risultato la scelta complessivamente migliore per questo specifico workload, con vittoria netta sulle metriche applicative rilevanti. Contabo ha mostrato il miglior rapporto prezzo/prestazioni in termini puramente economici ma con limiti strutturali su I/O sotto carico concorrente. OVH ha risultati intermedi con alcuni vantaggi specifici (supporto in lingua italiana, reputazione enterprise) a prezzi più alti. Il cliente ha firmato il contratto triennale con Hetzner basandosi sui dati del benchmark e ha migrato l'intera infrastruttura nei tre mesi successivi. A dieci mesi dalla migrazione, zero incidenti operativi significativi, performance stabili e in linea con i benchmark, costi ridotti del 32% rispetto al provider italiano precedente. Questo articolo è il riassunto trasparente della metodologia, dei numeri e delle conclusioni del benchmark, utile per qualunque PMI italiana stia valutando un'analoga decisione nel 2026.

Perché i benchmark pubblici dei provider cloud sono quasi tutti inutili per scegliere il tuo VPS

Il mondo dei benchmark VPS è pieno di confronti, ma la maggioranza sono inutili per prendere una decisione operativa per una PMI italiana reale. I problemi metodologici che vedo più spesso sono tre. Primo problema: benchmark sintetici che testano cose irrilevanti. Strumenti come sysbench, UnixBench o Geekbench misurano velocità di CPU o I/O in test isolati senza correlazione con il comportamento di un'applicazione reale. Un VPS può eccellere in sysbench cpu e poi zoppicare su un workload reale dove il collo di bottiglia è la latenza di rete verso il database, non la CPU. Secondo problema: benchmark su istanze vuote. I provider misurano le performance al momento del provisioning iniziale, quando l'istanza è appena creata e non ha nessun carico residuo. In produzione reale, il carico si accumula nel tempo e le performance degradano - il vero test è fare benchmark dopo 48-72 ore di carico sostenuto. Terzo problema: conflitti di interesse non dichiarati. Molti benchmark pubblici sono scritti da publisher con programmi di affiliate verso specifici provider, e il contenuto è inevitabilmente orientato a favore del provider che paga meglio la commissione.

Il benchmark che ho condotto per il cliente torinese ha cercato di eliminare tutti e tre questi problemi. Primo, workload applicativo reale: ho usato esattamente l'ERP del cliente con i dati del cliente, non benchmark sintetici. Secondo, carico sostenuto: 14 giorni continui di test con pattern di traffico realistico, non misurazioni spot. Terzo, indipendenza commerciale: il cliente ha pagato il mio tempo di consulenza e i costi dei tre VPS di benchmark, nessun provider è stato coinvolto nel processo né ha sponsorizzato il lavoro.

Se stai gestendo una decisione di selezione provider cloud per un contratto significativo e vuoi un benchmark indipendente sul tuo specifico workload, nel mio profilo professionale trovi il dettaglio delle valutazioni comparative cloud che ho condotto in contesti PMI italiane, sempre con metodologia trasparente e approccio scientifico di misurazione.

I tre provider europei selezionati: criteri di inclusione e profili delle offerte testate

La scelta dei tre provider da testare non è stata casuale. Ho applicato quattro criteri di inclusione basati sulle esigenze specifiche delle PMI italiane. Primo criterio: data center in Europa continentale, preferibilmente Germania o Francia, per GDPR compliance nativo e latenza accettabile verso l'Italia. Secondo criterio: prezzo di lista trasparente, disponibile online senza necessità di contattare commerciali, tipico delle offerte cloud moderne. Terzo criterio: VPS con vCPU dedicate, non condivise, per garantire performance stabili in produzione seria. Quarto criterio: offerta matura e storicamente affidabile, con almeno 8 anni di presenza sul mercato e reputazione documentata.

I tre provider selezionati e le configurazioni testate sono state: Hetzner Cloud CCX33 (4 vCPU AMD dedicate, 16 GB RAM, 160 GB NVMe, DC Falkenstein Germania, 25,99 euro/mese IVA esclusa); Contabo Cloud VPS XL (6 vCPU dedicate, 16 GB RAM, 200 GB NVMe, DC Monaco Germania, 11,50 euro/mese IVA esclusa); OVH Public Cloud B3-32 (8 vCPU dedicate, 32 GB RAM, 200 GB SSD, DC Gravelines Francia, 54,00 euro/mese IVA esclusa). Nota importante: OVH B3-32 offre più risorse nominali, ma ho scelto quella classe perché sotto di essa non c'era un'offerta con vCPU dedicate su OVH Public Cloud (le classi inferiori hanno vCPU condivise). Questo è il primo pattern che emerge dal benchmark - confrontare i prezzi su offerte equiparabili per caratteristiche dichiarate può essere fuorviante, perché ogni provider struttura la sua offerta in modo diverso e i "piani equivalenti" spesso non lo sono davvero nella realtà operativa.

La documentazione ufficiale di Hetzner Cloud sui tipi di istanza disponibili, quella di Contabo sui piani cloud e server e quella di OVH Public Cloud sulle istanze general-purpose descrivono nel dettaglio le caratteristiche di ogni offerta.

Risultati CPU e I/O sotto carico applicativo reale

Il primo gruppo di metriche oggettive che ho misurato riguarda CPU e I/O sotto il carico applicativo reale dell'ERP. I risultati delle tre medie sui 14 giorni di test, con pattern di traffico dell'ufficio torinese, sono stati i seguenti.

Per lo scenario "generazione report mensile contabilità" (elaborazione che legge 120.000 righe database, esegue aggregazioni e scrive un PDF di 40 pagine), Hetzner CCX33 ha completato mediamente in 34 secondi, Contabo VPS XL in 51 secondi, OVH B3-32 in 28 secondi. Osservazione: OVH è più veloce grazie alle 8 vCPU, ma paga il prezzo più alto. Hetzner ha performance migliori di Contabo a parità di vCPU dedicate, suggerendo una CPU più performante nella silicon AMD di Hetzner.

Per lo scenario "batch notturno di sincronizzazione con MES" (job che processa 8.000 record di produzione con operazioni di scrittura intensive sul database), Hetzner ha completato in media in 6 minuti 40 secondi, Contabo in 12 minuti 15 secondi, OVH in 7 minuti 10 secondi. Osservazione: Contabo ha mostrato limiti evidenti sotto I/O write-intensive, probabilmente dovuti a throttling di IOPS su base tenant. Hetzner e OVH sono paragonabili con leggero vantaggio per Hetzner.

Per lo scenario "40 utenti concorrenti di navigazione ERP" (pattern misto di letture e scritture leggere con timeout HTTP limite di 10 secondi), Hetzner ha mantenuto latency mediana sotto 180 ms al p95, Contabo sotto 420 ms con picchi irregolari oltre 1.2 secondi, OVH sotto 250 ms. Osservazione: la varianza di latency su Contabo era significativamente superiore a Hetzner e OVH - l'esperienza utente finale risultava meno prevedibile.

Benchmark I/O disco e memoria

Il secondo gruppo di metriche riguarda specificamente le prestazioni dello storage e della memoria, misurate sia con test sintetici controllati (fio per I/O, stream-benchmark per memoria) sia con scenari applicativi reali.

Per random 4K read/write IOPS (tipico workload database), Hetzner NVMe ha misurato 68.000 read IOPS / 44.000 write IOPS, Contabo NVMe 38.000 read / 18.000 write (saturazione evidente in write), OVH SSD 52.000 read / 36.000 write. Questo spiega in parte la differenza di performance sul batch notturno: Contabo con write IOPS a 18k non riesce a sostenere il carico di scrittura intensivo del batch, mentre Hetzner con 44k write IOPS lo assorbe senza problemi.

Per latency di accesso memoria RAM, tutti i tre provider sono equivalenti entro margini di errore misurabili (circa 85-95 ns di mean access latency), perché la RAM è merce, non distinto architetturale. Nessun vantaggio comparativo di un provider rispetto agli altri su questa dimensione.

Per network latency verso Torino (da dove opera il cliente), OVH Gravelines ha mostrato la latenza media più bassa (18 ms RTT), Hetzner Falkenstein 26 ms, Contabo Monaco 24 ms. La differenza di 8 ms fra OVH e Hetzner è misurabile ma non rilevante per un workload ERP dove la latenza è dominata dal tempo di elaborazione server-side. Sarebbe rilevante per API ad alta frequenza di chiamate (ad esempio trading finanziario), non per ERP tradizionale.

Affidabilità, supporto e aspetti non misurabili direttamente dal benchmark

Oltre alle metriche puramente tecniche, ho raccolto dati su tre dimensioni non direttamente benchmarkabili ma strategicamente importanti per una decisione pluriennale. Prima dimensione: uptime misurato. Nei 14 giorni di benchmark, Hetzner ha avuto zero downtime, Contabo una finestra di manutenzione pianificata di 8 minuti comunicata 72 ore prima, OVH un micro-downtime non annunciato di 3 minuti durante un orario di ufficio. Seconda dimensione: qualità del supporto tecnico. Ho aperto ticket equivalenti su ciascun provider per testare la reattività. Hetzner ha risposto in media 3 ore 40 minuti ai ticket con soluzioni tecnicamente precise in tedesco/inglese. Contabo ha risposto in media 8 ore 20 minuti con soluzioni generalmente corrette ma meno approfondite. OVH ha risposto in media 2 ore 15 minuti con soluzioni accurate, con il vantaggio unico del supporto nativamente in italiano fra i tre. Terza dimensione: ecosistema di servizi managed. OVH offre il maggior numero di servizi aggiuntivi managed (database PostgreSQL managed, Kubernetes managed, object storage, CDN), Hetzner offre un buon set intermedio (object storage, load balancer, network), Contabo ha il catalogo più ridotto focalizzato su VPS e dedicati.

Questi aspetti non fanno vincere o perdere un provider ma sono elementi di contesto che vanno pesati rispetto alle esigenze specifiche del cliente. Per il cliente torinese, il criterio del supporto italiano nativo era meno rilevante (il direttore IT parla tedesco fluente per motivi personali), mentre la qualità tecnica precisa del supporto pesava di più - e su questo Hetzner si è distinto.

Raccomandazioni finali per PMI italiane nel 2026

Dopo il benchmark completo, le raccomandazioni specifiche che ho dato al cliente torinese - replicabili su contesti simili di PMI italiane - sono le seguenti. Se il tuo workload principale è un'applicazione PHP tradizionale tipo ERP/CRM/e-commerce con 20-80 utenti concorrenti e requisiti di latency medio-bassa, Hetzner Cloud è quasi sempre la scelta migliore: prezzo competitivo, performance eccellenti e prevedibili, supporto tecnico qualificato, ecosistema discreto di servizi aggiuntivi. Se il tuo workload è ottimizzato principalmente per budget e accetti performance meno prevedibili su write-intensive workloads, Contabo è un'alternativa valida per carichi leggeri o ambienti non critici (staging, sviluppo, blog). Non lo raccomanderei per un ERP enterprise in produzione dove la prevedibilità è cruciale. Se ti serve un ecosistema completo di servizi managed oltre al VPS, o se il supporto in italiano è un requisito organizzativo forte, OVH offre il pacchetto più completo al prezzo più alto. È la scelta ottimale per PMI che vogliono delegare la maggior parte dell'operatività infrastrutturale al provider.

I pattern di sizing e ottimizzazione che ho descritto nel mio articolo sui Droplet Digital Ocean per Laravel con autoscaling senza Kubernetes si applicano concettualmente allo stesso modo sui tre provider testati - la metodologia di capacity planning non cambia, cambiano solo i nomi delle istanze e i prezzi. E gli aspetti infrastrutturali che ho descritto per la gestione di Docker Compose in produzione su VPS sono ugualmente applicabili su tutti e tre.

Il risultato finale del cliente torinese a dieci mesi dalla migrazione a Hetzner è stato il seguente. Uptime misurato del VPS produzione: 99,98% nei primi dieci mesi, con zero downtime significativo oltre finestre di manutenzione programmate e annunciate con largo anticipo. Tempo medio di risposta dell'ERP nelle ore di ufficio: stabile sotto 250 millisecondi al p95, contro 1,2 secondi di varianza del provider precedente. Costo infrastrutturale mensile sceso del 32% rispetto al precedente provider italiano. Nessun ticket di supporto aperto nei primi sei mesi (contro 14 ticket aperti nello stesso periodo del provider precedente). Il direttore IT ha dichiarato in retrospettiva che per la prima volta in cinque anni l'infrastruttura "non è più un problema a cui pensare ogni giorno" - indicatore qualitativo che vale quanto qualunque metrica misurabile.

Se stai gestendo una decisione di selezione provider cloud per la tua PMI e non hai dati oggettivi sul tuo specifico workload, firmare un contratto pluriennale basandoti su recensioni di forum o pitch commerciali è una scommessa costosa. Un benchmark strutturato su workload reale costa qualche migliaio di euro e 3-4 settimane di lavoro, ma rivela informazioni che nessun marketing di provider può darti. Se vuoi confrontarti sul tuo caso specifico con una metodologia di benchmark adattata al tuo contesto, contattami per una consulenza preliminare: in una sessione di analisi guidata produciamo insieme una definizione dei workload rappresentativi da testare, un piano di benchmark calibrato sul tuo budget e sui tuoi tempi decisionali, e un report finale di selezione provider basato su dati oggettivi invece che su opinioni di marketing.

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