Hetzner, DigitalOcean, Contabo: guida strategica alla scelta del provider VPS
Quando una PMI mi chiede "qual è il miglior provider VPS", la domanda giusta dietro la domanda è sempre un'altra: miglior provider per cosa, e con quali vincoli. Perché Hetzner, DigitalOcean e Contabo non competono sullo stesso terreno, e sceglierli guardando solo la prima riga del listino è il modo più sicuro per pagare poco un'infrastruttura che poi costa cara in steal time, in supporto assente o in un'esposizione giuridica che non avevi messo in conto. In un progetto di migrazione infrastrutturale per una PMI, la scelta del provider la faccio su quattro assi, non su uno: rapporto prestazioni-costo, servizi e gestione disponibili, postura su compliance e sovranità del dato, e qualità del supporto. In questo articolo confronto i tre su questi assi, con i prezzi presi dai listini correnti e mai convertiti tra valute, una regola che ha un motivo preciso che spiego più avanti, e dico per ogni provider quando è la scelta razionale e quando è la trappola.
La scelta del provider è solo una questione di prezzo?
No, ed è l'errore di valutazione più costoso che vedo fare. Il prezzo mensile è la voce più visibile ma raramente quella decisiva, perché un VPS economico che soffre di steal time sotto carico, o che ti lascia solo quando qualcosa si rompe, o che espone i tuoi dati a una giurisdizione che non vuoi, costa molto di più del suo listino una volta sommati i problemi. I quattro assi vanno pesati insieme, e il peso relativo dipende dal tuo progetto.
Il rapporto prestazioni-costo conta, ma va misurato sul carico reale, non sul prezzo per gigabyte di RAM nudo. I servizi gestiti disponibili, o la loro assenza, determinano quanto lavoro operativo resta sulle tue spalle. La compliance e la sovranità decidono se quel provider è ammissibile per i tuoi dati, ed è l'asse più sottovalutato. La qualità del supporto è ciò che fa la differenza tra un'emergenza gestita e una subìta. Un provider può vincere su un asse e perdere malamente su un altro, e la competenza sta nel sapere quale asse pesa di più per il tuo caso. Se stai valutando una migrazione o la scelta di un nuovo provider e vuoi una lettura di questi assi sul tuo progetto specifico, nel mio profilo professionale trovi l'esperienza concreta su gestione di VPS, migrazioni server con analisi di budget e hardening Linux per le PMI.
Quando Hetzner è la scelta giusta?
Quando vuoi il miglior rapporto prestazioni-costo europeo e hai, o ti procuri, la capacità di gestire l'infrastruttura da solo. Hetzner, società tedesca con datacenter di proprietà in Germania e Finlandia, resta il benchmark di prezzo e prestazioni del mercato europeo: a parità di risorse, è difficile da battere. È certificata ISO/IEC 27001:2022, e la sua esposizione al CLOUD Act statunitense è bassa per assetto societario, nessuna casa madre negli Stati Uniti, il che ne fa una scelta solida per un'azienda europea attenta alla sovranità del dato. La nota di precisione: non espone una certificazione SOC 2, quindi se un auditor te la chiede esplicitamente va verificato prima.
C'è una trappola di prezzo specifica di Hetzner che va conosciuta, ed è la ragione della regola "mai convertire le valute": Hetzner gestisce listini separati per valuta e per zona di rete. Le location europee hanno il listino in euro; le location statunitensi e Singapore hanno prezzi diversi e più alti, esposti anche in dollari. Citare il prezzo di Falkenstein come "il prezzo Hetzner" globale è un errore che ho visto pubblicato. Per un'azienda italiana il riferimento corretto è il listino euro delle location tedesche o finlandesi. Vale la pena sapere anche che la policy anti-abuso in fase di registrazione è severa, gli account nuovi sono spesso sottoposti a verifica d'identità: non un difetto, ma qualcosa da mettere in conto se hai fretta. Sul resto del catalogo Hetzner, oltre al Cloud VPS, ho scritto la guida alle linee Robot, StorageBox e CCX che le guide dimenticano.
Quando DigitalOcean vale il sovrapprezzo?
Quando l'esperienza di sviluppo, la documentazione e l'ecosistema valgono per te più del prezzo per risorsa, e la giurisdizione statunitense non è un problema. DigitalOcean, società con sede a New York, ha il listino in dollari, e qui scatta una regola ferrea: non si converte mai in euro "per comodità del lettore", perché un prezzo in dollari resta un prezzo in dollari. Il suo punto di forza non è il costo, che a parità di risorse è nettamente superiore ai provider tedeschi, ma la qualità dell'esperienza: documentazione eccellente, pannelli puliti, un ecosistema di servizi gestiti e una fatturazione al secondo che la rende comoda per carichi effimeri che accendi e spegni.
Il punto critico, e spesso ignorato, è la compliance. DigitalOcean ha certificazioni SOC 2 Type II e SOC 3, ma la ISO 27001 non è a livello aziendale: risulta solo per i datacenter colocati di terzi, come si verifica sui suoi report di certificazione ufficiali. Non attribuirle mai una ISO 27001 propria è un errore fattuale. Soprattutto, essendo una società statunitense, è soggetta al CLOUD Act anche per i dati nelle sue region europee: la giurisdizione della casa madre raggiunge i tuoi dati ad Amsterdam o Francoforte come se fossero a New York. Per un progetto dove la developer experience è prioritaria e la sovranità del dato non è un vincolo, DigitalOcean è un'ottima scelta. Per un'azienda con requisiti di sovranità o in perimetro NIS2, quella esposizione giuridica è il fattore che la esclude, a prescindere dal prezzo.
Contabo conviene davvero, o il prezzo basso nasconde un costo?
Conviene se il tuo carico tollera l'oversubscription e non hai bisogno di supporto, ma il prezzo più basso del mercato porta con sé compromessi che vanno detti chiari. Contabo, con sede a Monaco di Baviera, ha il prezzo per gigabyte di RAM più aggressivo dei tre: per chi vuole molta memoria a poco, è imbattibile sulla carta. Ma quella carta ha note a margine importanti. La prima è reputazionale e tecnica: Contabo ha una storia consolidata di oversubscription sui piani shared, cioè di steal time elevato sotto carico, e di supporto minimale. Il prezzo per GB di RAM è imbattibile, ma non è la scelta per workload latency-sensitive, dove il vicino rumoroso ti rovina le prestazioni proprio quando servono.
La seconda nota riguarda i prezzi: Contabo struttura il listino sui term di fatturazione, tipicamente dodici mesi, e applica promozioni ricorrenti. Citare un prezzo promozionale come prezzo di listino è scorretto, e va sempre indicato il term, perché il mensile puro può differire. La terza nota è quella che quasi nessuno considera, ed è di sovranità: nonostante la sede tedesca, dal 2022 il socio di maggioranza di Contabo è un fondo statunitense. Questo sposta la sua esposizione al CLOUD Act verso l'alto rispetto a un provider tedesco a controllo europeo, una sfumatura che conta per chi sceglie un provider tedesco proprio per la sovranità e potrebbe non ottenerla come crede. Anche il claim "traffico illimitato" va letto: il vero limite non è il volume ma la velocità della porta di rete.
E la sovranità del dato, dove la maggior parte sbaglia il conto?
La sbaglia perché guarda dove sono i server, non chi controlla la società che li possiede, e sono due cose diverse. È la lezione più importante di questo confronto. Un datacenter in Europa non garantisce da solo la sovranità del dato: conta la giurisdizione dell'entità che lo gestisce. DigitalOcean ha region europee ma è una società statunitense, quindi i suoi droplet europei restano raggiungibili dal CLOUD Act. Contabo ha sede e datacenter in Germania, ma il controllo di maggioranza di un fondo americano alza la sua esposizione. Hetzner, società tedesca a controllo europeo con datacenter in Germania e Finlandia, è quella con l'esposizione più bassa dei tre per assetto societario.
La sovranità del dato non si legge sulla mappa dei datacenter, si legge nell'assetto societario. "I miei dati sono in Europa" è una frase che non significa nulla finché non aggiungi "e la società che li gestisce risponde solo a leggi europee". Location e giurisdizione sono assi diversi, e confonderli è l'errore che vanifica la scelta.
Per un'azienda europea attenta a questo asse, la gerarchia tra i tre è chiara, ma nessuno di loro è la risposta quando il requisito è la massima sovranità con datacenter italiani e gestione inclusa. In quel caso il fit è un provider gestito italiano, di cui ho scritto ragionando sul costo totale di gestione nella guida su quando il datacenter deve stare in Italia ed essere gestito. I tre provider di questo confronto sono tutti self-managed e tutti esteri: ottimi per il loro profilo, ma non per quello.
Quanto pesa la qualità del supporto?
Pesa pochissimo finché tutto va bene, e tantissimo nel momento esatto in cui qualcosa si rompe, ed è per questo che va valutata prima, non dopo. Il supporto di un provider VPS unmanaged non è il supporto di un servizio gestito: nessuno dei tre amministra il tuo server al posto tuo. Quello che cambia è la reattività sull'infrastruttura, cioè quanto in fretta il provider risponde quando il problema è dalla sua parte, un disco che cede, una rete che ha un disservizio, un'attivazione bloccata. Su questo asse, i tre hanno profili diversi.
DigitalOcean ha storicamente il supporto più curato dei tre, coerente con il suo posizionamento orientato allo sviluppatore, e una documentazione così ampia che spesso risolvi da solo prima ancora di aprire un ticket. Hetzner ha un supporto efficiente sull'infrastruttura ma essenziale, niente assistenza applicativa, ed è normale per un provider che fa del prezzo il suo punto di forza. Contabo è quello con la reputazione più debole sul supporto, minimale per ammissione generale degli utenti, il che è coerente con il prezzo più basso: paghi meno anche perché il servizio attorno è ridotto.
La cosa importante da capire è che nessuno di questi supporti ti aiuta quando il problema è il tuo software: se la tua applicazione va in crisi, il tuo database si corrompe o vieni compromesso, sei tu, o chi gestisce per te l'infrastruttura, a doverlo risolvere. Questo riporta al punto che attraversa tutto l'articolo: la scelta del provider unmanaged presuppone una capacità di gestione, interna o esternalizzata. Se quella capacità non c'è, il provider più economico non è un risparmio, è un rischio scaricato su un'organizzazione che non può sostenerlo. È la ragione per cui, prima ancora di confrontare i tre listini, la domanda da farsi è chi terrà in piedi il sistema quando il listino avrà smesso di essere rilevante e conterà solo chi risponde al telefono.
Come scelgo, in pratica?
Parto dal vincolo più stringente e lascio che escluda le opzioni, invece di partire dal prezzo e accorgermi dei vincoli dopo. Se il requisito è la sovranità del dato con bassa esposizione giuridica e budget contenuto, Hetzner è la scelta naturale tra i tre, e se serve datacenter italiano e gestione si guarda oltre, a un provider managed italiano. Se la priorità è la developer experience e l'ecosistema, e la giurisdizione statunitense non è un problema per i tuoi dati, DigitalOcean vale il suo sovrapprezzo. Se serve molta RAM a basso costo per un carico tollerante e non critico, Contabo è imbattibile sul prezzo, a patto di accettarne i compromessi su prestazioni costanti, supporto e l'esposizione giuridica del suo assetto.
Il filo che lega tutto è che "il miglior provider" non esiste in astratto: esiste il provider giusto per un profilo di progetto, definito dai suoi vincoli reali. Chi sceglie guardando solo il prezzo mensile finisce quasi sempre per pagare la differenza altrove, in prestazioni instabili, in ore di supporto che deve procurarsi da solo, o in un'esposizione di sovranità che scopre quando è troppo tardi. La scelta razionale parte dai vincoli non negoziabili, sovranità, prestazioni garantite, capacità di gestione, e usa il prezzo come criterio finale tra le opzioni che restano, non come primo filtro. Invertire l'ordine, partire dal prezzo e poi cercare di far entrare i vincoli, è il procedimento che porta alle infrastrutture che sembrano un affare per i primi mesi e poi rivelano il loro costo reale al primo carico serio, alla prima emergenza o alla prima domanda di un cliente su dove vivono davvero i suoi dati. Se vuoi una mano a mappare i tuoi vincoli reali e capire quale provider, o quale combinazione, regge il tuo progetto senza sorprese, contattami per una consulenza diretta: partiamo da cosa devi far girare e da quali leggi devono valere sui tuoi dati, non dal listino. Il listino è l'ultima cosa da guardare, non la prima, e questo vale per ogni progetto serio.