MCP
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MCP: il protocollo che collega gli agenti AI ai tuoi strumenti
Il Model Context Protocol è il modo con cui un agente AI si connette in modo standard a strumenti, dati e servizi. È una tecnologia giovane ma con implicazioni serie: apre possibilità di automazione reali e, allo stesso tempo, una nuova superficie di rischio da governare. Questa categoria tiene insieme le due facce, quella di chi costruisce e quella di chi mette in sicurezza.
Diversi articoli spiegano il protocollo e il suo valore: server MCP personalizzati per estendere i workflow verso i sistemi aziendali, MCP tool search per collegare molti server senza bruciare il context window, e la spinta di feature come il programmatic tool calling. Con MCP si passa dal prompt isolato alla chiamata strutturata verso strumenti reali.
Poi la governance: il passaggio dello standard alla Linux Foundation e cosa cambia per RFP e contratti enterprise italiani, dove fino a ieri MCP andava spiegato da zero e oggi diventa un requisito citabile. Una tecnologia diventa adottabile quando esce dalle mani di un singolo vendor.
E la sicurezza, da progettare fin dall'inizio: l'over-broad token scoping con cui un accesso in sola lettura diventa di fatto write-and-execute, e i casi reali di RCE su strumenti dell'ecosistema.
Se vuoi capire dove MCP può portare valore nella tua azienda, vedi l'integrazione di sistemi e AI o scrivimi.
Ogni protocollo che dà potere a un agente apre anche una superficie di attacco. Con MCP la sicurezza va messa in testa dal primo giorno.