Penetration Testing
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Penetration Testing: trovare i buchi prima di chi li vuole usare
Pensare come un attaccante è l'unico modo per difendersi davvero. Un penetration test non è scaricare uno scanner e leggere il report: è capire come i pezzi di un sistema si combinano in un percorso di compromissione che nessun tool automatico vede da solo. Questa categoria racconta la sicurezza offensiva applicata, con finalità difensiva.
Il primo tema è il metodo dell'attaccante: la ricognizione, lo sfruttamento della logica applicativa che il WAF non intercetta, il lateral movement, l'analisi di codice legacy per trovare le falle prima che lo faccia qualcun altro. Il valore non è nel singolo exploit, ma nel ragionamento che collega form di upload, credenziali deboli e servizi esposti in una catena.
Il secondo tema sono le CVE reali riprodotte in laboratorio: dall'RCE pre-auth nell'SSH di Erlang a regreSSHion, dalle vulnerabilità della supply chain come xz-utils ai bug dei tool dell'ecosistema AI. Capire un attacco eseguendolo in un ambiente controllato è ciò che permette poi di chiudere davvero la porta, con la sandbox e la documentazione che una ricerca responsabile richiede.
Il terzo tema è il fronte offensivo nuovo: la pipeline CI/CD come vettore di attacco sottovalutato, il container escape, e il mondo agentic, dalla prompt injection come compromissione di sistema all'over-broad token scoping di MCP.
Se vuoi un assessment offensivo della tua infrastruttura, vedi la consulenza cybersecurity e NIS2 o scrivimi.
Non puoi difendere quello che non capisci. E per capire un attacco, a volte, devi saperlo eseguire in un ambiente controllato.
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Strumenti utili
Tool gratuiti per l'analisi di sicurezza:
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