Molti strumenti di questa categoria mostrano una mappa del mondo con punti colorati e dichiarano di controllare da decine di location. Vale la pena capire cosa indichi quel numero, perché nella maggior parte dei casi quelle location sono etichette associate a indirizzi IP di resolver pubblici.
Il motivo è l'anycast. Resolver come 1.1.1.1, 8.8.8.8 e 9.9.9.9 non si trovano in un posto solo: lo stesso indirizzo IP è annunciato da centinaia di data center, e risponde quello più vicino a chi interroga. Un backend italiano che interroga 9.9.9.9 parla con il PoP italiano di Quad9, non con Zurigo. La verifica è immediata: dig CHAOS TXT id.server @1.1.1.1 restituisce fco01, cioè Roma, e dig CHAOS TXT id.server @9.9.9.9 restituisce res701.trn, cioè Torino.
Il test che separa le due cose è la fisica. La luce nella fibra viaggia a circa 200.000 km/s, quindi un round trip verso un punto distante D chilometri non può concludersi in meno di D/100 millisecondi. È un limite invalicabile: nessun instradamento, nessuna ottimizzazione e nessuna cache possono violarlo. Se un indirizzo che un database colloca a 16.000 km risponde in 19 ms, il nodo che ha risposto non è dove il database dice. Questo test viene eseguito su ogni indirizzo dell'inventario, ogni giorno, dal server che poi esegue le verifiche.
Da qui le tre etichette che vedi accanto a ogni punto di osservazione, e il fatto che non ce ne sia una quarta:
anycast significa che l'indirizzo è globale e la risposta arriva dal nodo più vicino a noi. Dove il resolver espone id.server o hostname.bind viene mostrato il nodo reale che ha risposto, con la sigla che dichiara lui. Mai una città scelta a tavolino.
posizione compatibile significa che la latenza misurata è coerente con la distanza dichiarata: un nodo più vicino non potrebbe essere così lento. Passando il puntatore sull'etichetta compaiono i tre numeri da cui la conclusione deriva. Attenzione alla formulazione, che è deliberata: il test dimostra che una posizione è impossibile, non che una posizione plausibile sia corretta. Un resolver a 286 ms è compatibile con Sydney, ma potrebbe stare ad Auckland; per il nostro uso quello che conta è che sia realmente remoto e realmente distinto dagli altri, e questo il test lo garantisce.
posizione non verificata significa che il test non ha potuto concludere, e in quel caso non viene mostrata nessuna posizione.
Non c'è una mappa, e non è una mancanza. Con il routing geografico ciò che serve sapere è quale valore riceve ciascuna area, non quali punti hanno risposto: la vista per continente porta quella informazione senza il costo di una libreria cartografica e senza suggerire una precisione che non abbiamo. Un pallino verde su una mappa comunica soltanto "ha risposto".
Un'ultima nota. Ciò che determina se un utente vede il valore precedente o quello nuovo non è tanto il paese in cui si trova, quanto quale resolver usa e quando quel resolver ha popolato la sua cache. Due utenti in continenti diversi che usano entrambi 8.8.8.8 ricevono quasi sempre la risposta del PoP regionale più vicino a ciascuno. Il TTL residuo descrive quel meccanismo in modo diretto, ed è per questo che è la colonna che resta visibile in ogni riga.