Il codice fiscale di una persona ha 16 caratteri e ognuno ha un compito preciso. Le prime tre lettere vengono dal cognome e le tre seguenti dal nome: sono quasi sempre consonanti, quindi da lì non si risale al nome completo. Poi vengono i dati di nascita.
Anno, posizioni 7 e 8. Le ultime due cifre dell'anno di nascita. Il secolo non c'è: il tool sceglie l'anno più recente che non cade nel futuro, quindi 99 diventa 1999 e 05 diventa 2005.
Mese, posizione 9. Una lettera: A gennaio, B febbraio, C marzo, D aprile, E maggio, H giugno, L luglio, M agosto, P settembre, R ottobre, S novembre, T dicembre.
Giorno e sesso, posizioni 10 e 11. Per gli uomini è il giorno di nascita, da 01 a 31. Per le donne al giorno si somma 40, quindi va da 41 a 71: una donna nata il 15 ha 55.
Luogo, posizioni da 12 a 15. Il codice catastale del comune di nascita, una lettera e tre cifre (H501 è Roma, F205 è Milano). Per chi è nato all'estero c'è il codice dello stato, che comincia sempre con Z. Se il comune è stato poi soppresso o fuso con un altro, il codice resta quello del comune di allora.
Carattere di controllo, posizione 16. Si ottiene dai primi 15 caratteri: a ogni carattere corrisponde un valore, diverso per le posizioni dispari e per quelle pari, la somma si divide per 26 e il resto diventa una lettera. Serve a scoprire gli errori di battitura, non i codici inventati: chiunque conosca la regola può costruire un codice con l'ultima lettera giusta.
Omocodia. Quando due persone avrebbero lo stesso codice, l'Agenzia delle Entrate ne cambia uno sostituendo una o più delle sette cifre con lettere (L per 0, M per 1, N per 2, P per 3, Q per 4, R per 5, S per 6, T per 7, U per 8, V per 9), partendo da destra, e ricalcola l'ultima lettera. Il tool riporta le lettere a cifre e legge il codice come se la sostituzione non ci fosse.
Le regole vengono dal DPR 605 del 1973, che ha istituito il codice fiscale, e dai decreti del Ministero delle Finanze del 12 marzo 1974 e del 23 dicembre 1976.