Allegati sospetti in azienda?
Se arrivano mail come questa e non sai se qualcuno le ha già aperte, posso controllare la configurazione della posta, i filtri e i computer coinvolti, e dirti cosa sistemare. Raccontami cosa è successo.
ScrivimiTrascina qui la mail salvata o l'allegato che ti preoccupa. Lo strumento lo smonta nel browser senza aprirlo e ti dice cosa proverebbe a fare: far partire una macro, scaricare un programma, portarti su una pagina che imita la tua banca. Non è un antivirus e non ti dirà mai che un file è innocuo.
Il file viene letto e smontato nel tuo browser, non viene caricato su nessun server. Al server arrivano solo i nomi dei domini trovati, per controllarne età e reputazione. Cosa esce dal dispositivo
In Gmail apri la mail, menu a tre puntini, Scarica messaggio: ottieni un file .eml. In Outlook trascina la mail sul desktop (file .msg) oppure salva solo l'allegato. Dalla webmail della PEC scarica il messaggio intero.
Oppure toccalo per scegliere il file dal telefono. L'analisi parte da sola e dura pochi secondi; il file non lascia il tuo dispositivo.
In alto trovi uno dei quattro esiti, sotto l'elenco di cosa farebbe il file, dal punto più grave al meno grave, e la tabella dei domini che contiene.
Copia il report o scarica il JSON per il tuo tecnico. Il dettaglio tecnico mostra ogni elemento del file e la regola che ha prodotto ogni segnalazione.
Un documento pericoloso non fa nulla finché non lo apri con il programma giusto: Word esegue la macro, il lettore PDF esegue il JavaScript, Windows esegue il collegamento. Questo strumento non usa nessuno di quei programmi. Legge il file come una sequenza di byte, ne ricostruisce la struttura (lo ZIP dentro il .docx, il progetto VBA dentro il .xlsm, gli oggetti dentro il PDF, gli allegati dentro la mail) ed elenca le parti che sono in grado di agire da sole.
Un antivirus confronta il file con le firme di attacchi già visti, e un attacco di ieri sera spesso non ha ancora una firma. Qui il ragionamento è un altro: si cercano le capacità che un documento non dovrebbe avere. Una macro che parte all'apertura e avvia PowerShell, un modello Word scaricato da un server sconosciuto, un PDF in cui un unico link copre tutta la pagina. Queste tecniche cambiano molto più lentamente dei singoli attacchi, e si riconoscono senza sapere chi le ha usate.
Dal 2022 Office blocca le macro nei file scaricati da internet, e chi attacca si è spostato su altro: archivi con dentro script, immagini disco, collegamenti .lnk, pagine HTML che fabbricano un file nel browser, PDF che portano a una pagina di login falsa. Per questo lo strumento guarda anche la mail che contiene l'allegato: chi la manda, a chi va la risposta, dove portano davvero i link e da quanti giorni esistono i domini.
L'esito in alto è uno di quattro, e nessuno dei quattro significa che il file può essere aperto senza pensarci.
Ogni segnalazione ha una gravità (critica, alta, media, bassa) e una frase che dice cosa succederebbe aprendo il file. Il dettaglio tecnico, chiuso di default, mostra la posizione nel file, i fatti estratti, la regola e il riferimento MITRE ATT&CK, così un tecnico può ricontrollare tutto.
Non è un antivirus e non sostituisce i filtri della posta o la protezione del computer. Non esegue il file, quindi non vede cosa farebbe un programma che si attiva solo in certe condizioni, e non riconosce un exploit costruito apposta per un difetto di Word o del lettore PDF che non lascia nessuno dei segni che conosciamo.
Gli archivi RAR e 7z si possono solo elencare, e gli archivi chiusi con una password restano chiusi. Un attaccante che conosce le regole può provare a scrivere un file che le evita: è un limite di ogni controllo pubblico e senza esecuzione.
Per questo un esito senza segnalazioni non è un via libera. La difesa più solida resta la stessa di sempre: se una mail ti chiede di aprire un allegato o di inserire una password e non te l'aspettavi, chiedi conferma al mittente con un canale diverso dalla mail.
Il file non viene caricato. Viene letto in memoria e smontato da un componente del browser (un web worker) a cui è vietata qualunque connessione di rete: anche se volesse, non potrebbe mandare nulla. Alla fine dell'analisi quel componente viene chiuso e il file non viene salvato da nessuna parte.
Escono dal dispositivo, per come è fatto il sito, queste cose:
poste-it-verifica.example), che il nostro server confronta con le liste di phishing e di cui chiede la data di registrazione ai registri pubblici dei domini (RDAP, whois per i .it). Il resto dell'indirizzo, il file e il suo contenuto non partono;Se la mail contiene dati che non vuoi mostrare a nessuno, puoi salvare solo l'allegato e analizzare quello.
Una PEC non garantisce che il contenuto sia innocuo: certifica chi ha spedito e quando la mail è stata consegnata. Le caselle PEC di aziende e professionisti vengono violate e usate per mandare allegati malevoli a chi si fida proprio perché è una PEC.
Se trascini una busta PEC (il file .eml scaricato dalla webmail del gestore), lo strumento riconosce la busta del gestore, apre il messaggio originale postacert.eml e analizza i suoi allegati. I file firmati digitalmente .p7m, comprese le fatture elettroniche .xml.p7m, vengono aperti: si estrae il documento firmato e si analizza quello.
Per leggere la busta, la ricevuta e la firma del gestore usa il lettore di file EML e PEC; per controllare chi ha firmato un .p7m, lo strumento per aprire i file p7m.
Termini tecnici usati in questa pagina, spiegati in due righe.
Leggi, tabelle ufficiali e implementazioni di riferimento su cui è stata verificata la logica del tool.
Se arrivano mail come questa e non sai se qualcuno le ha già aperte, posso controllare la configurazione della posta, i filtri e i computer coinvolti, e dirti cosa sistemare. Raccontami cosa è successo.
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